giovedì, 24 luglio 2008, ore 15:22

I bauletti sono zeppi, lo zaino pure, gli stuoini li ho comprati.
Noi andiamo.
Grecia. Cefalonia.
Non ce l'abbiamo fatta a resistere al richiamo della fureshta. La montagna sarà per un'altra volta, grazie a mint e agli altri amici per i suggerimenti a riguardo.
Tra qualche ora c'è l'imbarco. Il mare è forza 7. Ho detto tutto.
Ciaoooo!
katika
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lunedì, 21 luglio 2008, ore 13:13

Nella compagnia del Polp la maggior parte degli assistenti di volo maschi propende per l’omosessualità, alcuni in maniera dichiarata e non priva di una buona dose di autoironia. Tra questi ultimi ce n’è uno in particolare che ha messo gli occhi addosso al Polpetta già da un pezzo, ma che ormai si è rassegnato al ruolo di adoratore platonico. Nel frattempo i due sono entrati in confidenza e nel segreto del cockpit avvengono conversazioni di questo tenore:

 “Brreeeep” (suono del citofono interno)

Polpetta apre la porta della cabina:

“Comandante, le porto del caffè?”

“Sì, però, Danilo,  attento a quel cavolo di caffè ché se mi fai ustionare il palato un’altra volta ti faccio un culo così!”

“UUUUUhhhhh, comandaaaante, magaaaaari!!!” agitando le manine e facendogli l’occhiolino.

Finora il Polpetta non l'ha mai preso sul serio. Speriamo che continui così.

katika

sabato, 19 luglio 2008, ore 20:47

Visto che qualcuna ha messo in giro quest'idea di fare la gara a chi ha le guanciotte da premio e visto che probabilmente vincerà lei perché è irrestistibile (se andate a vedere mi darete ragione), visto che qualcuno osa insinuare che ha adoperato il trucco marlonbrando per vincere, io mi ergo a paladina e dico che è tutto autentico ho le prove: ho scovato la foto di quando era piccola (anche anagraficamente, volevo dire).
UGUALE!!!!!!!
Sperando di non averla irRITAta, con questo giochino.


babyblog
p.s.: si vede che non ho un cazzo da fare?
katika
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venerdì, 18 luglio 2008, ore 02:02


muller turgau doveva essere, o qualcosa di simile.
fresco era fresco.
comunque era buono.
e come ci stava bene sulla tagliata di tonno!!!
e ora credo di essere un po' andata.
brilla, dico.

katika

giovedì, 17 luglio 2008, ore 17:25

16072008258
...pochi ombrelloni aperti...

16072008260
la capoccia del Polpetta Volante

16072008263...acqua freddissima ma trasparente...

Tutto sommato, non ci possiamo lamentare, va.

E al profondo nord, com'era il tempo ieri? E oggi?
katika

martedì, 15 luglio 2008, ore 16:20

Nooo, non ho la zeusite acuta, è che questa parola mi è piaciuta così tanto ieri sera, da mandarmi di traverso il passito che stavo bevendo.
Le royalties vanno al mio amico salernitano che l'ha usata parlando di una sua amica:


ZINNACCHIONA
Non trasmette simpatia?

Aggiornamento.
Il mio amico mi ha corretto. la parola esatta è in realtà

ZIZZACCHIONA

che, secondo me, è ancora meglio!!!
katika
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martedì, 15 luglio 2008, ore 16:09


Non faccio in tempo a leggere un commento molto positivo su una struttura sanitaria del nostro paese che mi ritrovo a fare un'esperienza analoga.
Insomma, vado a portare la mia vecchia in un ospedale pubblico delle vicinanze per una visita specialistica e mi ritrovo in una struttura nuovissima, organizzata intelligentemente così da evitare attese e vagabondaggi inutili per i corridoi, con i pavimenti di marmo lucido e lindo, profumo di pulito e atmosfera rilassata.
Il personale, dall'impiegato allo sportello, alle infermiere per finire al medico specialista, era tutto uno sfavillio di sorrisi, garbo e gentilezza.
Insomma, quasi quasi vien voglia di avere qualcosa, che so, un'erniuccia, una piccola gastritella, una colicuccia da poco per potersi accampare in quest'hotel a 5 stelle e farsi una partita a scopone con il portantino di turno.
La maliarda è uscita dallo studio del medico dicendo "Ma è giovanissimo!!!! E poi assomiglia a Gregory Peck da giovane! Che sguardo! Che modi da gran signore!!!!"
Vuoi mettere? Una mamma che entra in ospedale preoccupata e ne esce felice non è da tutti i giorni.
katika
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venerdì, 11 luglio 2008, ore 02:33

Che poi uno fa presto a dire “arma impropria” o “che bello avere un marito pilota, chissà quanti viaggi gratis ti fai!” oppure “ah, il fascino della divisa!” “quant’è bono, se divorzi mi avvisi?”. Uno che ne sa del vissuto quotidiano di una povera donna costretta a lunghi giorni di attesa, a natali e pasque e capodanni in solitudine, perché il suo lui è coniugato allo stesso modo con la compagnia aerea che lo ha sequestrato (ops, volevo dire “assunto”)? Che ne sa la gente di quante volte i mariti piloti consolano le loro mogli dicendo che il sacrificio lo fanno anche loro, stando lontani dagli affetti e dal calore della vita domestica, loro, poveri angioletti, che trascorrono gli anni più belli della loro sacrificatissima vita sbattuti tra mille anonime camere d’albergo, in compagnia di colleghi estranei mentre nel segreto dei loro cuori non sognano altri che te, compagna della loro vita, miraggio dei giorni più tristi, faro verso cui indirizzare la prua.

Erano i primissimi anni di matrimonio. Un giorno che aveva 24 ore di sosta a Napoli, non sapendo come impiegare il tempo, il comandante Polpetta Volante, conosciuto nel mondo del blog anche come SalyPimienta, decise di andare a visitare Ischia col suo copilota, detto anche primo ufficiale.

Il comandante Polpetta è il tipo che quando è via per lavoro chiama sua moglie quelle 10-15 volte al giorno e anche in quella circostanza non si discostò dalle sue abitudini.

“katika, amore, tesoruccio bello, sono qui sul traghetto che porta ad Ischia. E’ una giornata splendida!! … no, no, non sto da solo, sto col copilota…le assistenti di volo sono rimaste tutte in albergo”

“Amore della mia vita, che bello qui! Stiamo pranzando sotto un pergolato di glicine: c’è questo ristorantino che si affaccia sul mare, bellissimo. Romantico da morire! Poi ci torniamo insieme, eh? Mi manchi tanto! Vorrei che al posto del copilota ci fossi tu!”

“Katikuccia, principessa, luce dei miei occhi. Che giornata fantastica! C’è una temperatura bellissima e ora andiamo a comprarci un costume da bagno per poter stare in spiaggia”

“Katikina, patatina mia bella, animuccia santa che hai dato un senso alla mia vita dissoluta, sono qui in spiaggia, sempre a ischia. C’è un tramonto bellissimo e io penso sempre a te. Oh, come ti amo”

Finalmente arriva sera, lui torna in albergo e commette l’ERRORE:

“Ciao, amore!..Sì Sì sono stato bene oggi, è stata una bella giornata…il sole picchiava, infatti Paola si è ustionata tutta!”

Paola. PI-A-O-ELLE-A.   Non PaolO. PaolA.

“Paola?” Chiede  Katika mentre le monta nel cervello la colonna sonora di Profondo Rosso. “Paola chi?” incalza, sapendo che certe domande non le devi fare se non vuoi sentire certe risposte.

 “Paola, il copilota!” osa rispondere lo stronzo con l’aria più innocente della terra.

L’ammasso neuronale nel cervello katika è scosso dalla musica de Lo Squalo a volume sempre più alto.

“Paola nome-proprio-di-persona? (azzarda la MOGLIE) O Paola-cognome (spera la meschina, attaccandosi a quella speranza come un malato terminale alla bombola di ossigeno, come un koala all’ultima fogliolina di  eucalipto, anzi sperando che il fesso raccolga l’esca che gli sta lanciando. “mentimi” implora il subconscio di katika, “dimmi una bugiola qualsiasi ed io ci crederò, su dai”)

“Paola nel senso che è una donna nata e rimasta femmina che fa il primo ufficiale e si chiama per l’appunto Paola”, osa ironizzare il tontolone, ignorando di correre verso il baratro.

“Quindi, se tu sei stato tutto il giorno col copilota vuol dire che sei stato tutto il giorno con questa Paola! Il ristorantino col glicine, le prove costume e la spiaggia eccetera CON - QUESTA - CAZZO - DI - PAOLAAAAAA??”

“ma…ma… amore…ma… s-s-s…sì, perché?” la sua voce è tutto uno sfarfallio di cherubini innocenti colore pastello.

Perché? La materia neuronale, le sinapsi e la dura madre di katika sono un tutt’uno con le note dei Carmina Burana a volume altissimo.

“PERCHE’? perché sei stato tutto il giorno DA SOLO con ‘sto copilota e mai una volta mi hai detto che era una donna, UNA FEMMINAAAAAAA!Perchè non me l’hai detto? Eh? EHHHH? Perchéperchéperché?

      “Ma scusa, tu mica me l’hai chiesto!”

Ecco, questi sono i momenti in cui poi avviene l’irreparabile, in cui irreprensibili professoresse dalla vita esemplare (più o meno, suvvia, e come siete tignosi!) si trasformano in assassine spietate, colte da raptus improvvisi, incontrollabili.

       Lo salvò la lontananza.

Non era lì. E purtroppo Katika  non possedeva coltellacci da cucina e nemmeno il martello per battere la carne. Non poteva spezzargli le gambe e ballargli il tip tap sul sottopancia. Aveva solo il cellulare e decise di fare di necessità virtù. Non potendo far scorrere il sangue, optò per una ritorsione molto più signorile e dignitosa.  Spense il cellulare. Scomparve dal suo radar, niente tresponder, niente coordinate. Era decisa a non parlargli mai più e a cambiare le chiavi di casa.

Ma lui telefonò a tutte le amiche di lei, fino a quando non riuscì a impietosire  la più tenera di cuore che corse da katika porgendole il suo cellulare acceso “ti prego parlagli, sto male per voi, siete la mia coppia-mito, l’eros archetipale, se mi crollate voi io non crederò più a niente, non avrò più fiducia nella vita! E a quel punto che senso ha continuare a vivere?!” .

Insomma, lo fece per lei. Katika lo perdonò. Fu premiata perché poi effettivamente scoprì che solo di passeggiata si trattò, in quel di Ischia.

    Ma da allora, lui, a scanso di equivoci, anche se lei ormai non glielo chiede più, va in    automatico     e la informa “guarda, sto andando a cena con i colleghi: un primo ufficiale e due assistenti FEMMINE di volo”
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giovedì, 10 luglio 2008, ore 17:48

Non ero scomparsa, care le mie socie bloggherine che vi stavate preoccupando.

E' che un evento epocale sta scuotendo le mie lente giornate estive: il polpetta per la prima volta dopo anni ha avuto in dono dal fato benigno ben 7 giorni di ferie (estive) a partire dal 25 luglio.

Come due bambini poveri al negozio di FAO Swartz, non sappiamo dove posare i nostri occhi e le nostre mani. Un giorno decidiamo per il mare e allora mi metto a smanettare sul PC per trovare una meta carina e non troppo lontana (Eolie?Grecia?Salento?). Però, siccome il mare bello bello  è qui a mezzora d'auto, per considerare qualunque posto di mare in italia degno di attenzione mi devono proporre come minimo una camera con verandina direttamente sulla spiaggia. E qui la cosa si fa difficile. Avrei trovato qualcosa a Filicudi ma arrivarci è un casino.
Altri giorni pensiamo che, visto che al mare ci andiamo comunque, è meglio provare per la prima volta la montagna. E vai di mouse alla ricerca di un bel posto di charme, che so, in alto adige. Digiti, e google ti scaraventa addosso una valanga di dati e di proposte. E allora via i pomeriggi interi a cercare di scansare i divertimentifici e i megahotel di lusso e per individuare quelli che fanno per noi, che amiamo le situazioni più intime e d'atmosfera, pur con certe comodità.

Insomma, ho il compito di organizzare l'unica settimana di vacanza estiva del Polp (che nel frattempo viene spietatamente sbattuto in giro per lavoro) e sono ancora in alto mare (o in alta montagna).

Si accettano consigli.
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sabato, 05 luglio 2008, ore 21:37

Miiih, che noia!
Il Polpetta fuori per lavoro.
La mia amica a letto con la febbre.
Gli altri stanchi.
Il PC con le mestruazioni.
L'unico invito che ho ricevuto è per una partita a carte (capirai che sballo).
Mi ritrovo sola a casa. Un'insalata di pomodori e avocado è quanto rimane in frigo.
E' sabato. E' luglio. E sono sola.
Potrebbe essere una metafora per definire l'alienazione.
Per fortuna giornate così passano.
Domani è (si spera) un altro giorno.
E vaffanculo a questo.
Nel frattempo, mi sfondo di gelato.
katika