E’ arrivato il nuovo lettore d’inglese. Si chiama Adamo e viene dalla città del grande bardo. E' magro come un acciughino, ha gli occhialini tondi e assomiglia a Harry Potter, ma con i capelli rossi. Ad altezza ci siamo, sarà il primo lettore inglese che guarderò dritto negli occhi.
“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perchè pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito… Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”.
Come mai a distanza di una settimana da queste dichiarazioni lui è ancora senatore, invece che essere mandato a casa a calci nel sedere e sedato a vita?
Arrivare a scuola e trovarla in stato d’assedio, con studenti ululanti ai megafoni e lenzuola stese con slogan di protesta è un’esperienza che ha dell’ineffabile. Ti chiedi se era così nel ’68, quando i giovani pensavano davvero che avrebbero salvato il mondo e l’avrebbero traghettato dritto dritto nell’Era dell’Acquario.
Certo, molti altri erano in classe a giocare a carte, chi a strimpellare, chi in cortile a sfumazzare di nascosto, ma tutto sommato l’organizzazione ha funzionato.
Oggi leggevamo di Tess of the D'Ubervilles che rimane incinta (“she finds herself pregnant” dice il riassunto della trama) quando una delle mie alunne osserva che la parola "pregnant" non se la scorderà più per via di un episodio successo durante lo stage negli States.
Prima che io potessi far niente per impedirlo, lei entra nel locale urlando I AM PREGNANT!!! I AM PREGNANT! THE TOILET, PLEASE! lasciando nello stupore commensali e camerieri.
Però un giorno non è riuscita più ad insegnare. Esaurimento nervoso, le dissero i medici.
Il preside o il provveditore la fecero comunque rimanere a scuola con altre mansioni, a stipendio e punteggio ridotto, ma senza pretendere che lavorasse.
Viene a scuola ogni giorno alle otto in punto e va via all’una. Passa le sue giornate in sala professori, seduta sempre alla stessa sedia nello stesso angolo del tavolo. Gli occhi sempre bassi sul libro che sta leggendo.
Ho scoperto la sua cultura immensa, mirandoliana, accompagnata da grande spessore umano e profondità nel sentire. Il suo è un sorriso disarmante e pulito che comunica solo serenità ma non invita all’intimità.
Che spreco, pensavo. Cosa ti è successo, mahatma? perché non sei in una classe a fare quello che ti verrebbe benissimo? Qual è la tua storia? Perché non riesci più ad insegnare?
Il polpetta, che (sempre per la crisi in atto) ha deciso di riciclarsi in altre nobili professioni non-si-sa-mai-nella-vita, ha chiesto in prestito la motozappa al vicino per arare il campo di fronte a casa.
Lui la motozappa non sa neanche da che parte si guarda.
Io ho appena finito di leggere delle avventure di pigrazia col minipimer.
Ora mi chiedo se un minipimer fa tutti questi danni, cosa può succedere con una motozappa?
Ho solo questo marito e mi va benissimo com’è, sano e con tutte le sue cose al posto giusto.
Sto cercando un’idea che lo distolga dal suo insano gesto.
L’altro giorno il Polpetta non mi viene messo su una tratta su Lourdes?
Il che significa microfono di cabina sequestrato per tutto il volo dal parroco per la recita collettiva del rosario, benedizione dei piloti con l’acqua santa, anziane devote che fanno l’offerta dopo aver ricevuto il lunch box.
“Signorina, questa roba è immangiabile! Mi faccia parlare col maitre” (lo so che si scrive con l'accento circonflesso ma la mia tastiera non ce l'ha!)
“Sissignore, il direttore, ce l’avrà pure un direttore questo coso, no?”
“Ah, quello! Come seconda attività pilota questo aeroplano, che faccio, lo chiamo?”
"Ora???"
"Sì sì ora glielo chiamo"
"Noooooooo! non si preoccupi, se è impegnato, magari dopo l'atterraggio!"
Così, per dire.
Ecco, questo è uno di quei casi in cui una pietosa bugia è decisamente meglio di una pericolosa verità.
Buttare uno studente fuori dalla classe quando si fa lezione l’ho sempre considerato un atto di resa ed è per questo che fino ad oggi io non lo avevo mai fatto. Fino ad oggi, appunto.