Ci sono delle giornate in cui fare un lavoro che ti fa stare in mezzo agli adolescenti ti sembra una benedizione.
Ieri mattina i ragazzi hanno fatto il grande show di natale a teatro.
Ero seduta sui palchi e guardavo quella marea di giovani che gremivano la sala. Che meraviglia! C’era questa atmosfera festaiola, con i ragazzi che si erano messi in testa di tutto: berretti da Babbi Natale di tutte le fogge, con le lucine, con le corna d’alce, con stelline fosforescenti. Insomma era tutto uno sberluccichìo allegrissimo.
Dopo un’oretta di spettacolo con i più intraprendenti che si sono esibiti nelle varie imitazioni dei prof e scenette di vita scolastica, il clou è stata la proiezione di un video che mi ha fatto rotolare dalla sedia. Partiva con le immagini girate a scuola sabato scorso quando il Duro, munito di telecamera si è divertito a fare irruzione in tutte le aule, senza bussare, e a puntare la telecamera in faccia al professore di turno e costringendolo a fare gli auguri di natale. Per cui sul megaschermo si sono susseguiti, in un montaggio strepitoso nei tempi, tutti i primi piani dei prof. nella varietà più fantasiosa di espressioni, dalla sopresa, all’incazzata, all’ accondiscendente, alla scazzata, all’imperturbabile, alla sconvolta. Troppo bello.
Ma la parte più divertente in assoluto è stata quella elaborata al computer con la pista da ballo di Saturday Night Fever sui cui si scatenavano cartoni animati a forma di alci (con tanto di corna enormi) travestite da babbi natale ma con le facce di tutti i prof di religione.
I miei studenti magari andranno tutti all’inferno, ma almeno ci andranno da geni.
Allora, ragazzi. Sono sopravvissuta. Ho scoperto di avere un talento naturale in fatto di interviste televisive. Infatti, è andato tutto quanto secondo le mie previsioni, nello specifico:
Mi è venuto fuori un sorrisino ebete e le mani mi sudavano.
Mi è venuta la tachicardia e la psoriasi psicosomatica.
In più, ho detto un sacco di puttanate.
Inoltre, a intervista terminata, quelli del mio staff mi hanno detto di impegnarmi di più in questa mia veste di capo supremo e rappresentante di questa associazione e di fare un po’ di pubbliche relazioni, che tornano sempre utili, che era un modo garbato per dirmi che dovevo fare un po’ la zoccoletta col potente giornalista di rai3, che non so per quale miracolo si era degnato di onorarci della sua augusta presenza ieri . Bene, dico io, lo faccio molto volentieri visto che è pure un gran figo della madonna. Per farla breve, dopo che la rai aveva smantellato tutto mi sono accorta di aver fatto gli occhi dolci per tutta la sera al cameraman, mentre il giornalista, che io ovviamente non ho riconosciuto per niente, se n’è stato per i cavoli suoi in un angolo a sentirsi il concerto. Ma è colpa mia se quello ha fatto fare tutto al cameraman, pure le domande durante l’intervista?
Tutto ciò è avvenuto con zazzera ricciolina ma spettinata, trucco leggero, e …
Il vestito grigio di maglina che era giusto per dare quel tocco di understatement necessario per la figura di merda che stavo per fare e che poi ho effettivamente, doverosamente, prevedibilmente fatto.
La foto della serata? Chissà. Steituned.
Voi direte che sono sentimentale.
Che sono una vecchia babbiona smollicciata.
Che sono ormai andata.
Però, che vi devo dire, quando ho lurkato sul gruppo che la mia classe preferita ha aperto su FB e ho visto che l'immagine scelta per rappresentarli era una foto allegrissima (scattata durante il viaggio distruzione) con tutti loro assiepati intorno a me, ecco, il cuore mi si è intenerito di brutto.
Oggi è un grande giorno.
Finalmente madame figà si è accorta che sul registro esistono pure i quadratini per mettere i voti degli scritti!!!!!!!
Fino a quel momento lei pensava che si usassero solo quelli per l'orale, e gli scritti se li appuntava su un registro rudimentale fatto a mano su un foglio a quadretti.
Quando l’ho pazientemente guidata alla scoperta di quella colonnina accanto ai nomi in cima alla quale c’e scritto in neretto Voti Prove Scritte ha fatto la faccia di Newton quando ha visto cadere la mela e ha esclamato “AHHHHHHHH! E’ lì che si mettono i voti delle prove scritte!” (ma no!!! ho pensato io, e che credevi, che servisse per compilare la schedina del superenalotto?)
Spinta da un incontrollabile impulso al cheap, tempo fa ho comprato un maglioncino di lana ricoperto come da una patina lucida di colore dorato.
Terzo classico, quella che, ricorderete, FU la mia classe preferita.
Non è l’associazione al natale. E’ il sostantivo “palla” in abbinamento all’aggettivo “grande” che mi ha scatenato dentro degli istinti tribali che reclamavano sangue e urlavano al suono dei tamburi "MORTE AI TRADITORI!".
Oggi a tavola col polpetta è venuta fuori una di quelle questioni che di solito ci impegnano per tutta la durata di un pranzo in avventurose elucubrazioni pseudoscientifiche.
“Ma hai notato che la forma della pasta influisce anche sul sapore? Cioè io credo che se al posto dei rigatoni ci fossero degli spaghetti, il gusto sarebbe diverso, eppure marca e impasto sono gli stessi!”
"Sai" dico io esternando una brillante intuizione "forse non è il sapore che cambia, ma la nostra percezione di esso”
Insomma, per farla breve, alla fine dell’impegnativa conversazione le opzioni sulle quali si è ristretto il campo di indagine sono le seguenti:
C’è Lo Spennato, il vicepreside brutto come la fame (di gnocca), con l’occhietto costantemente spermatico e un’instancabile mania di interpretare in chiave pornogoliardica qualunque cosa venga detta. Noi prof. femmine ormai abbiamo imparato a non farcene più un cruccio, anche perché il tipo in questione, in fondo, è innocuo e quando può dare una mano nelle questioni serie lo fa senza risparmiarsi.
L’altro giorno arrivo a scuola alle ore 11, come da mio splendido orario (solo in due giorni ho la prima ora e mi sembra di stare costantemente in vacanza).
Vado al bar per il caffè, fresca, riposata e contenta di quella contentezza mattutina che solo una sveglia naturale ti può regalare.
Lui è lì con altre colleghe e mi fa: “Aahhhh! A quest’ora arrivi? Bella, la vita, eh?”
“Guarda che sei tu che mi fai venire a quest’ora!” (intendendo ovviamente che è lui che mi ha fatto l’orario così).
Prima che potessi distrarlo con altri argomenti lui, rivolgendosi a barman e colleghe commenta gongolante: “Modestamente! La faccio sempre venire a quest’ora il martedì. E guardate che aria contenta che ha!”