martedì, 30 dicembre 2008, ore 17:20

C'è chi li odia, chi li ama, chi li sopporta  a malapena, chi fa i bilanci e chi fa buoni propositi.

Io non faccio mai bilanci, faccio solo promesse a me stessa, nello specifico:

1. mettermi subito a dieta
2. iscrivermi subito in palestra
3. essere più paziente con madame figà
4. imparare a fare i dolci
5. essere più donninadicasa e tenere la dimora in ordine alfabetico: patate, pantofole, pomodori nel cassetto P; libri, limoni, lucine, leccalecca nel cassetto L; spartiti, seppie, strofinacci nel cassetto S (che dite funziona?)
6. mettere da parte un po' del mio lauto stipendio per aprirmi un agriturismo e regalare, come promesso, il pollaio a expecting e, se non ce la faccio,
7 . vincere il superenalotto.

A tutti noi auguro semplicemente di continuare a condividere questo meraviglioso mondo bloggereccio di relazioni e amicizia, questo bozzolo ormai familiare in cui ci rinchiudiamo a  cazzeggiare e in cui allo stesso tempo ci apriamo agli stimoli che vengono dal nuovo.
Grazie per esserci e un abbraccio ad ognuno di voi.
Buon Anno
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martedì, 23 dicembre 2008, ore 15:53

 

Ci sono delle giornate in cui fare un lavoro che ti fa stare in mezzo agli adolescenti ti sembra una benedizione.

Ieri mattina i ragazzi hanno fatto il  grande show di natale a teatro.

Ero seduta sui palchi e guardavo quella marea di giovani che gremivano la sala. Che meraviglia! C’era questa atmosfera festaiola, con  i ragazzi che si erano messi in testa di tutto: berretti da Babbi Natale di tutte le fogge, con le lucine, con le corna d’alce, con stelline fosforescenti. Insomma era tutto uno sberluccichìo allegrissimo.

Dopo un’oretta di spettacolo con i più intraprendenti che si sono esibiti nelle varie imitazioni dei prof e scenette di vita scolastica, il clou è stata la proiezione di un video che mi ha fatto rotolare dalla sedia. Partiva con le immagini girate a scuola sabato scorso quando il Duro, munito di telecamera si è divertito a fare irruzione in tutte le aule, senza bussare, e a puntare la telecamera in faccia al professore di turno e costringendolo a fare gli auguri di natale. Per cui sul megaschermo si sono susseguiti, in un montaggio strepitoso nei tempi, tutti i primi piani dei prof. nella varietà più fantasiosa di espressioni, dalla sopresa, all’incazzata, all’ accondiscendente, alla scazzata, all’imperturbabile, alla sconvolta. Troppo bello.

Ma la parte più divertente in assoluto è stata quella elaborata al computer con la pista da ballo di Saturday Night Fever sui cui si scatenavano cartoni animati a forma di alci  (con tanto di corna  enormi) travestite da babbi natale ma  con le facce di tutti i prof di religione.

I miei studenti magari andranno  tutti all’inferno, ma almeno ci andranno da geni.

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sabato, 20 dicembre 2008, ore 14:05

Allora, ragazzi. Sono sopravvissuta. Ho scoperto di avere un talento naturale in fatto di interviste televisive. Infatti, è andato tutto quanto secondo le mie previsioni, nello specifico:

      Mi è tremata la voce e ho fatto la figura della cretina.


Mi è venuto fuori un sorrisino ebete e le mani mi sudavano.


Mi è venuta la tachicardia e la psoriasi psicosomatica.

 

In più, ho detto un sacco di puttanate.

Inoltre, a intervista terminata, quelli del mio staff mi hanno detto di impegnarmi di più in questa mia veste di capo supremo e rappresentante di questa associazione e di fare un po’ di pubbliche relazioni, che tornano sempre utili, che era un modo garbato per dirmi che dovevo fare un po’ la zoccoletta col potente giornalista di rai3, che non so per quale miracolo si era degnato di onorarci della sua augusta presenza ieri . Bene, dico io, lo faccio molto volentieri visto che è pure un gran figo della madonna. Per farla breve, dopo che la rai aveva smantellato tutto mi sono accorta di aver fatto gli occhi dolci per tutta la sera al cameraman, mentre il giornalista, che io ovviamente non ho riconosciuto per niente, se n’è stato per i cavoli suoi in un angolo a sentirsi il concerto. Ma è colpa mia se quello ha fatto fare tutto al cameraman, pure le domande durante l’intervista?


Tutto ciò è avvenuto con zazzera ricciolina ma spettinata, trucco leggero, e …

Il vestito grigio di maglina che era giusto per dare quel tocco di understatement necessario per la figura di merda che stavo per fare e che poi ho effettivamente, doverosamente, prevedibilmente fatto.

La foto della serata? Chissà. Steituned.

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venerdì, 19 dicembre 2008, ore 16:16

Stasera c'è l'ultimo concerto della rassegna jazz che organizzo ogni anno.

E mi sta venendo l'ansia perchè l'evento verrà coperto da rai3 con annessa intervista alla sottoscritta.

Mi tremerà la voce e farò la figura della cretina.

Mi verrà fuori un sorrisino da ebete e mi suderanno le mani.

Mi verrà la tachicardia e la psoriasi psicosomatica.

Un genere di exploit come questo va bilanciato da un  giusto abbigliamento.

Allora che mi metto?

1.Vestito e stivali, total black
2. Giacchina scozzese, camicina frou frou bianca e pantaloni
3. Vestitino grigio  di maglina
4. Tenuta da battona: minigonna di raso rossa, calze a rete, tette bene in vista e piercing all'ombelico

Ora io adesso vado al parrucchiere a domare la zazzera.
Voi che siete persone di mondo nel frattempo votate.
Quando torno gradirei trovare la soluzione al mio problema.
Grazie. Vi voglio bene.



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giovedì, 18 dicembre 2008, ore 14:56

Ragazzi, quando correggo certi compiti in classe i mei occhi vedono cose che voi umani...

Quinto ginnasio, le solite vecchie frasi da tradurre.

La frase incriminata è: 
Per accendere la luce devi schiacciare questo pulsante.

Traduzione dello studente bravo ma distratto
To turn on the light you must push the bottom (vale a dire: per accendere la luce devi spingere il culo)


E ora vi faccio un indovinello.
Secondo voi cosa voleva dire lo studente più somaro della classe quando ha scritto su un compito

Nous escusmis, ui non know cinis?
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mercoledì, 17 dicembre 2008, ore 17:50

Voi direte che sono sentimentale.

Che sono una vecchia babbiona smollicciata.

Che sono ormai andata.

Però, che vi devo dire, quando ho lurkato sul gruppo che la mia classe preferita ha aperto su FB e ho visto che l'immagine scelta per rappresentarli era una foto allegrissima (scattata durante il viaggio distruzione) con tutti loro assiepati intorno a me, ecco, il cuore mi si è intenerito di brutto.

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martedì, 16 dicembre 2008, ore 15:24

Oggi è un grande giorno.

Finalmente madame figà si è accorta che sul registro esistono pure i quadratini  per mettere i voti degli scritti!!!!!!!

Fino a quel momento lei pensava che si usassero solo quelli per l'orale, e gli scritti se li appuntava su un registro rudimentale fatto a mano su un foglio a quadretti.

Quando l’ho pazientemente guidata alla scoperta di quella colonnina accanto ai nomi in cima alla quale c’e scritto in neretto Voti Prove Scritte   ha fatto la faccia di Newton quando ha visto cadere la mela e ha esclamato “AHHHHHHHH! E’ lì che si mettono i voti delle prove scritte!” (ma no!!! ho pensato io, e che credevi, che servisse per compilare la schedina del superenalotto?)

 Allora, visto che io all’epoca ci arrivai da sola, senza dover chiedere a nessuno, i casi sono due: o io sono un genio o lei è rincoglionita.
 
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lunedì, 15 dicembre 2008, ore 19:53

Spinta da un incontrollabile impulso al cheap, tempo fa ho comprato un maglioncino di lana ricoperto come da una patina lucida di colore dorato.

Oggi sciaguratamente l’ho indossato per andare al lavoro.

Una prof. attenta deve sapere che presentarsi con certe cose a scuola equivale a rendersi la giornata veramente dura, esattamente come andare col perizoma ben in vista o con i frontini con le corna di alce. Uguale.
 

Terzo classico, quella che, ricorderete, FU la  mia classe preferita.

“Prof., oggi sembra una grande palla di natale!”

Non è l’associazione al natale. E’ il sostantivo “palla” in abbinamento all’aggettivo “grande” che mi ha scatenato dentro degli istinti tribali che reclamavano sangue e urlavano al suono dei tamburi "MORTE AI TRADITORI!".

 
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domenica, 14 dicembre 2008, ore 19:31

Oggi a tavola col polpetta è venuta fuori una di quelle questioni che di solito ci impegnano per tutta la durata di un pranzo in  avventurose elucubrazioni pseudoscientifiche.

 Azzannando una forchettata di rigatoni al sugo, polpetta mi fa:

“Ma hai notato che la forma della pasta influisce anche sul sapore? Cioè io credo che se al posto dei rigatoni ci fossero degli spaghetti, il gusto sarebbe diverso, eppure marca e impasto sono gli stessi!”

"Sai" dico io esternando una brillante intuizione "forse non è il sapore che cambia, ma la nostra percezione di esso”

 “Sicuramente"  incalza lui, che vuole vederci chiaro "però in che modo, e perché?”
 
“'azz"  penso io "e mò?”
 

Insomma, per farla breve, alla fine dell’impegnativa conversazione le opzioni sulle quali si è ristretto il campo di indagine sono le seguenti:

 
  1. varia il tempo di permanenza in bocca e quindi varia la percezione del sapore
  2. varia la superficie esterna e la capacità o meno della stessa di trattenere il condimento
  3. è solo un fatto si simpatia per una determinata forma di pasta che influisce psicologicamente sulla nostra percezione, un po’ come quando ai bambini fai mangiare la pasta a forma di stelline o paperini.
  4. chi se ne frega, e passami la coppa ché me la finisco!
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venerdì, 12 dicembre 2008, ore 16:01


La mia è una scuola di pazzi.

C’è Lo Spennato, il vicepreside brutto come la fame (di gnocca), con l’occhietto costantemente spermatico e un’instancabile mania di interpretare in chiave pornogoliardica qualunque cosa venga detta. Noi prof. femmine ormai abbiamo imparato a non farcene più un cruccio, anche perché il tipo in questione, in fondo, è innocuo e quando può dare una mano nelle questioni serie lo fa senza risparmiarsi.

L’altro giorno arrivo a scuola alle ore 11, come da mio splendido orario (solo in due giorni ho la prima ora e mi sembra di stare costantemente in vacanza).

Vado al bar per il caffè, fresca, riposata e contenta di quella contentezza mattutina che solo una sveglia naturale ti può regalare.

 Lui è lì con altre colleghe e mi fa: “Aahhhh! A quest’ora arrivi? Bella, la vita, eh?”

“Guarda che  sei tu che mi fai venire a quest’ora!” (intendendo ovviamente che è lui che mi ha fatto l’orario così).

Troppo tardi.

Prima che potessi distrarlo con altri argomenti lui, rivolgendosi a barman e colleghe commenta gongolante: “Modestamente! La faccio sempre venire a quest’ora il martedì. E guardate che aria contenta che ha!”

 Che altro può dire una seria professoressa di lingua e letteratura inglese se non:
 
“Ok, e ora che ti ho fatto fare la tua bella figura offrimi il caffè, faccia di bronzo!” (intendendo ovviamente "ti piacerebbe, vecchio porco!")
 
Capito come sto messa?
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