Oggi a scuola quelli del classico hanno fatto la giornata dello studente, che poi è un modo più soft per definire l’autogestione. E’ una concessione che il preside fa sempre ogni anno dopo il carnevale, tanto per farli contenti. Gli altri anni c'erano lezioni di giornalismo, di cinema, di musica.
Quest'anno il rappresentante d'istituto è il Duro che prima di procedere all'organizzazione della giornata ha fatto un sondaggio tra i suoi compagni.
Pertanto, da come è andata desumo che se all’adolescente moderno fosse affidata la definizione del piano di studi del liceo classico la giornata scolastica sarebbe più o meno così come quella di oggi, cioè (non necessariamente in questo ordine):
A questo punto a me non resterebbe che decidere in quali di queste discipline potrei riciclare le mie competenze. A istinto, io mi butterei sui cocktails.
Spesso arrivano al Polpetta telefonate di amici che devono volare su compagnie dai nomi strani e che vogliono essere rassicurati sull’affidabilità delle stesse.
“Come? Ah, la Pincopallino Airlines? Vai tranquillo, fa parte dello Sky Team. Sai, è quella di quell'aeroplano che l’anno scorso è andato lungo sulla pista di San Paolo, ma c’era temporale e poi la pista di San Paolo fa cagare. Tu dov’è che devi andare? Ah…a San Paolo..."


(inutile dirvi che quell'essere col maglioncino da checca peruviana è il cuoco).


In realtà io trovo molto più stimolante fare lezione al triennio, però a volte una giornata a spiegare le differenze di pronuncia tra fool, full e fuel può offrire degli spunti di inaspettata comicità.
Tutti mi dicono che io i dolci NON LI DEVO FARE (e questo solo perché ogni tanto ne sgarro uno).
In fondo, mi dicevo, mica rientrano nella categoria dolci e/o dessert! E poi che ci vorrà? Un po’ di patate, un po’ di lievito di birra, farina. Fai delle palle, butti tutto in padella e friggi. Semplice, no?
“Amore mio bello, luce della mia vita ecceteraeccetera, a casa c'è una sorpresa per te...vabbè, te lo dico: ti ho fatto i krapfen!”
Ora, amici miei, siatemi vicini, perché quel farabutto invece di apprezzare questa moglie (io, me, MOI) devota come una geisha, pronta ad accogliere il marito vagabondo (lui, il verme delle paludi, il fetido escremento) preparandogli con tanta cura e con inesauribile entusiasmo uno dei suoi dolci preferiti, invece di gratificarla con i dovuti apprezzamenti, è stato solo capace di produrre un prolungato e macabro silenzio dal quale è riemerso con un:
Giapatoi, tu che sei del mestiere, mi confermi che si può divorziare per moooolto meno?
Mi sto affezionando a quella delinquentella di Lisbeth Salander.
Non c’è neanche da sperare che l’autore la trasformi in quadrilogia o in quint…cinq…pentalogia, essendo passato a miglior vita.
Quando è a casa, il Polpetta dopo il pranzo ha l’abitudine di farsi un giro per i campi con i cani.
I rotweiler si avvicinavano sempre di più, correndo e sbavando. Polpetta nel frattempo prendeva la mira.
Ma non è stata necessaria nessun’azione. Il nostro Peppino, un purissimo bastardo di media taglia, che non si è mai distinto per coraggio e ferocia, anzi, che ha paura dei temporali e dei gatti, ha tirato fuori i superpoteri e si è trasformato in un Supercane. Ha eroicamente attaccato i due mostri mettendoli in fuga. E quando dico attaccare intendo proprio appiccicare, perché il nostro eroico supercane ha addentato il didietro del più grosso e ci è rimasto infilzato tipo banderilla per tutto il tempo della fuga.
Grande, eroico Peppino, se non ci fossi stato tu, oggi del Polpetta mi sarebbero rimasti dei brandelli da ricomporre come un puzzle.
Musica? Diranno i miei 5 lettori, ma quella non insegna inglese?
Dico, ma l’avete visto il titolo del blog? E secondo voi io ce l’ho messo a cavolo?
Quel titolo lì significa che ogni tanto facciamo lezione travestita da cazzeggio.
Musica, testi e controllo della fluency attraverso il pop, rock e persino il rap.